Di storie e amore

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Condividere l’amore per le storie con qualcuno crea legami sottili e profondi, che somigliano alle propaggini estreme delle radici degli alberi: sono quasi dei fili invisibili, scavano, si diramano e sostentano tutto il visibile, tutto il destino della pianta che si gode il sole ed è schiaffeggiata dal vento.

Credo sia uno dei legami più tenaci che esistano: si può condividere tanto, con le persone, perfino la quotidianità, ma quando si condivide l’amore per le storie, ci si comprende anche con parole rare, con sguardi fugaci, basta un cenno del capo, come a dire “noi”. Significa, noi sappiamo, i nostri sussulti sono gli stessi, non abbiamo bisogno della “quotidianità”, perché quei fili sottili ci legano oltre il tempo e oltre lo spazio.

Di storie, mi direte voi, ce ne sono tante e di tanti tipi diversi: talvolta si ha bisogno di avventura e ribellione, talvolta di consolazione e rifugio o, magari, di risate scroscianti come applausi o di lacrime, lacrime che sembra non possano asciugarsi mai.

Quando si condivide l’amore per le stesse storie si compie quasi una magia e, talvolta, la si scopre per caso: ricordo ancora quando mia madre mi ha rivelato la sua passione per i racconti di cappa e spada: “I tre moschettieri”, per esempio, ed ecco mi pare quasi di vederla, ragazzina nella vecchia casa dei nonni, che legge di D’Artagnan e Athos, il suo preferito. Amava anche la fantascienza e il “fantasy”, etichetta forse inadeguata, sotto cui raggruppo storie di altri mondi, tanto diversi quanto simili al nostro… e che sciocco, chi non se ne accorge! Ma questa è un’affermazione tremendamente di parte, di chi, come mia madre, ama quel genere di meravigliosa creazione.

Un giorno, con le mie sorelle, si discuteva dei personaggi de “Il Signore degli Anelli”, si scherzava su chi fosse “il preferito”: mia madre, ascoltandoci, affermò convintamente la sua predilezione per Legolas. Erano i tempi della trilogia cinematografica e io, non so perché, rimasi un poco stupita, forse mi aspettavo esprimesse un affetto più materno, che ne so, per Frodo, o ammirazione per il re -ancora senza trono- Aragorn. Il suo amore per gli elfi credo di averlo capito col tempo, con le letture di alcuni approfondimenti sulla poetica di J.R.R. Tolkien che lei non conosceva, ma che quasi certamente aveva “sentito”, vista la sua educazione e la sua natura spirituale.

Posso dire di aver condiviso con mia madre l’amore per le storie, le stesse storie. E questo amore è un legame, ancora oggi, perché mi fa porre delle domande, mi fa comprendere degli aspetti di lei per cui, davvero, non c’è bisogno di quotidianità. Sono quelle radici che ancora crescono e sostentano.

Happy Birthday Mom. Scusa per la manciata di minuti di ritardo con cui arrivano gli auguri.

Legolas e Gimli – Illustrazione di John Howe

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Luca ha detto:

    Bellissimo, Lorella… buona serata! ❤

    Piace a 1 persona

    1. Lorella_Co ha detto:

      Ti ringrazio Luca! Buona serata anche a te!

      Piace a 1 persona

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