Diamante

Non avere il tempo di pensare. Lo aveva desiderato spesso, negli ultimi tempi, e finalmente era accaduto. Impegni di lavoro, scocciature di vario genere, incombenze, imprevisti. Arrivava a fine giornata così stanca da non avere nemmeno la forza di aprire quello stupido gioco al cellulare o di alimentare la sua ansia con tutto ciò che…

Il giustiziere

-Forza Sam, alzati! Non puoi arrivare in ritardo anche oggi!-. Samuele si stropicciò gli occhi e stiracchiò gambe e braccia sotto il piumone. Dopo 20 secondi già ronfava di nuovo, così non percepì il rapido scalpiccio dei due piedini cicciuti che stavano per spiccare un salto a mezzo metro dal suo letto. -A-L-Z-A-T-I !!!- strillò…

Sfarfallio

La piazza non era molto affollata. I tavolini dei locali, le panchine, perfino la scalinata che portava alla scuola Alberto Riva, frequentata quando era una bambina, si sarebbero popolati dopo il tramonto e tutto intorno l’aria tiepida avrebbe risuonato di un chiacchiericcio allegro, accompagnato dal tintinnare dei bicchieri. La fine di una giornata di mare…

Festa da ballo

Ormai ci ero abituato. Alla fine di luglio molti inquilini del mio palazzo, così come di quelli vicini, lasciavano il quartiere per trasferirsi in località di villeggiatura dalle temperature più miti rispetto a quelle cittadine. La via, in piena estate, si faceva più silenziosa del solito: le costruzioni, in quella zona, erano antiche e i…

Prigione

In queste giornate, più che mai, la casa è rifugio. Posso riempirla di storie, di musica, di desideri. Ha dentro ciò che serve. Però, mi dico, è troppo comodo così. Mi sto solo nascondendo. Allora esco, preparo quell’immagine di me che inseguo, allegra, affidabile, disponibile, pronta a spendere qualche manciata di euro, e scendo giù,…

Vedere il tempo

   Chiara attraversò la strada per cercare un po’ di refrigerio.    In quel lato di via P. gli alberi proiettavano qualche ombra pietosa sul marciapiede: era l’inizio di un giugno già arso dall’estate, che inclemente era esplosa su Cagliari. Con la stessa impertinenza di quella stagione fuori tempo, Riccardo l’aveva chiamata la sera prima…

Conforto

Dopo aver salutato la compagnia di amici, H. si incamminò lungo la strada a passo lento. Aveva bevuto qualche bicchiere di troppo e le sembrava che le gambe la sostenessero quasi per gioco. Si sentiva in colpa, perché un po’ le piaceva avere l’illusione di volare. La strada su cui stava fluttuando era illuminata dalle…

Cuore molle

È complicato scrivere in questi giorni, è complicato mettere ordine. Si è da poco concluso uno strano martedì grasso, dimesso, come quello dell’anno passato, ma senza quasi il tempo di rammaricarsene. Cagliari è apparsa ruvida, scartavetrata dal vento dei giorni scorsi: il sole si è affacciato sulla città piuttosto timidamente, ha illuminato il viso di…

Splendo ancora

E va bene, lo ammetto. Avere la casa decorata con gli addobbi natalizi quando, già da tempo, dalle pasticcerie del quartiere si spande il profumo di zeppole e fatti-fritti è una vergogna. Quest’anno però ho la consolazione di non essere l’unica, nella strada dove abito, a tenere le lucine intermittenti ancora accese nel balcone; credo…

Cielo solido

In questo periodo dell’anno, talvolta, ci sono dei risvegli in cui il cielo pare incombere sulla giornata come un fardello grigio e compatto, quasi solido. Oltrepassare quella cappa gelatinosa è impossibile, a meno di non tornare indietro, a uno spazio e a un tempo che appartengono ai ricordi.    Dalle torri di Cagliari, dai suoi…