Cielo solido

In questo periodo dell’anno, talvolta, ci sono dei risvegli in cui il cielo pare incombere sulla giornata come un fardello grigio e compatto, quasi solido. Oltrepassare quella cappa gelatinosa è impossibile, a meno di non tornare indietro, a uno spazio e a un tempo che appartengono ai ricordi.

   Dalle torri di Cagliari, dai suoi bastioni, mi ritrovo bambina, tra le viuzze di un paesino di pietra arroccato tra campi di carciofo e barbabietola da zucchero. La città, beninteso, è già nei miei pensieri: so che, quando finirò la terza elementare, mi trasferirò in quel meraviglioso mondo di luci, negozi, rumori e non vedo l’ora di impadronirmene. Oggi però iniziano le vacanze di Natale, le ultime che potrò trascorrere con i miei amici, e questo pensiero mi fa mancare il fiato, mi stritola il cuore sempre più spesso ormai e mi fa arrabbiare, perché sono determinata a non farmi schiacciare dalla tristezza. Ho deciso, la terrò lontana da me, godrò quanto più possibile dei giorni di festa che saranno memorabili, colmi di momenti  da custodire per sempre, e sono certa che questa mattina colorata d’acciaio, fredda e immobile, mi regalerà uno dei ricordi più preziosi.

   È una convinzione forte, legata all’aspettativa di incontrare i miei compagni di scuola fuori dall’aula, senza regole e grembiule, liberi, e di vedere insieme a loro tanti film bellissimi, avventurosi, colmi di mistero e meraviglia. È l’iniziativa di Natale su cui noi bambini abbiamo fantasticato tanto nelle ultime settimane: finalmente il grande salone parrocchiale dietro la chiesa di San Biagio ci accoglierà per farci sognare e, magari, volare via sulle ali di nuove storie.
   Quando sarò a Cagliari potrò andare spesso al cinema, l’ho già annunciato ai miei genitori, ma qui, nel piccolo paese di pietra, questo è un momento raro: mentre cammino penso a Letizia e Mauro, che hanno il compito di tenermi il posto vicino a loro, e accelero il passo.

   Così mi perdo.

   Sono stata al salone molte volte per le prove del coro, ma non ci sono mai andata da sola e sbaglio strada, allungo il percorso quel tanto che basta per farmi arrivare in ritardo. Sulla scalinata che porta all’ingresso sono costernata e in debito d’ossigeno, la sala è buia e già rimbomba di musica. Una ragazza mi accompagna a sedere, ha una piccola torcia e non riesco nemmeno a dirle che la mia poltroncina è altrove, tra i miei amici.
   Ormai solo la fila dei ritardatari è libera, la prima, la più vicina allo schermo, e io mi sento a disagio per essere lì davanti da sola e, ancora una volta, sono arrabbiata. Tante sensazioni diverse mi attraversano, poi, in un attimo, vengono spazzate via dal gelido vento del nord che soffia lassù, sul grande telo bianco che domina il salone parrocchiale.

E io sono rapita.

È la storia di Gerda e Kai, due bambini che, lo capirò più tardi, si amano e si appartengono. Kai però pronuncia delle parole irrispettose nei confronti di una temibile e potente Regina e viene punito: una scheggia di ghiaccio gli trafigge il cuore e lo trasforma in un essere malvagio e crudele, incapace di amore e gentilezza. La Regina rapisce Kai, lo porta nel nord più gelido, sulla sommità del mondo, e io, allora, mi trasformo in Gerda, come lei parto alla ricerca del mio amore piccolo e potente; attraverso terre sconosciute, incontro nuove, strane persone a cui racconto la mia storia e loro, inaspettatamente, mi aiutano, quasi volessero ringraziarmi per aver suggerito la speranza di un finale lieto e giusto.

   E sono Gerda, aggrappata al dorso di una renna, mentre vento e violini turbinosi mi conducono fino alla fortezza di ghiaccio, al cospetto di una Regina imperscrutabile e bellissima, che spero mi ascolti e allontani dal mio cuore stritolato tristezza e dolore.

Quando le luci si riaccendono nel salone parrocchiale, io non sono più la stessa. Ho assistito a un incantesimo e desidero ancora buio e musica, solitudine e una storia in cui perdermi, in cui essere me stessa e insieme un’altra bambina, che come me è in lotta per non perdere qualcuno che ama.

Il cielo solido mi riporta sempre a quel giorno, a quella piccola donna impaurita e coraggiosa che ero io ed era Gherda. E provo a prendere da lassù, dal grigio gelatinoso, quella forza e quella meraviglia, per trasportale nel presente e nel futuro.

***

Per chi ha avuto la pazienza di leggere fino a qui.

La regina delle nevi è un film d’animazione sovietico del 1957, con la regia di Lev Atamanov; è tratto da una bellissima fiaba di H.C.Andersen del 1844, intitolata Sneedronningen, La regina delle nevi, col sottotitolo Fiaba in sette storie, perché le avventure di Gherda e Kai sono suddivise in sette segmenti. Se vi fa piacere dare un’occhiata a questo film, che mi segnò profondamente in un momento particolare della mia infanzia, vi lascio il link qui in basso.

Qualche annotazione. Nonostante sia una pellicola abbastanza datata, la protagonista assoluta del film, così come della fiaba, è Gerda, una bambina buona e sensibile che non esita a partire da sola all’avventura per salvare il suo “lui”, il piccolo amico Kai, ribaltando lo schema consueto, almeno per la tradizione. Non solo, gli incontri di Gerda durante il suo viaggio periglioso sono per lo più con donne, che in alcuni casi ribaltano le aspettative legate al loro aspetto e alla “prima impressione”. Fantastica, per me, la bambina brigante, con i capelli corti e neri.

Particolare interessante per chi ha amato il film “Il leone, la strega e l’armadio”, tratto dall’omonimo primo capitolo delle Cronache di Narnia di C.S. Lewis: la scena in cui la Regina delle nevi fa salire Kai sulla sua slitta è incredibilmente simile a quella in cui la Strega Bianca, interpretata dalla superba Tilda Swinton, tenta il piccolo Edmund offrendogli dei dolci e facendolo sedere accanto a lei sul suo fantastico mezzo da neve.  

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Rieccomi! L’anno prima uscì quest’altro indimenticabile film: https://wwayne.wordpress.com/2020/04/07/un-amore-proibito/

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    1. Lorella_Co ha detto:

      Ciao, ti ringrazio per avermelo segnalato! Non l’ho visto e non mancherò di cercarlo!

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      1. wwayne ha detto:

        Allora sono onorato di avertelo fatto scoprire: è un capolavoro, e ha un personaggio femminile davvero indimenticabile. Lo trovi in dvd. Grazie a te per la risposta! 🙂

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  2. marisasalabelle ha detto:

    Bellissimo il cartone russo, lo ricordo ancora

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    1. Lorella_Co ha detto:

      Si, visivamente è splendido. Per me, inoltre, ha un valore sentimentale perché è stata una delle prime storie in cui mi sono immedesimata, almeno che ricordi. Mi sentivo “dentro” l’avventura… una sensazione che mi sembrava una magia.

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