Si affacciano le luci

Il Natale si affaccia sulla città. Timidamente, come fosse un po’ incredulo… eppure è quasi Dicembre, l’aria lo racconta, fredda sulle guance, si insinua tra le pieghe del vestiario, ricordandoci che è tempo di  sciarpe.

Le strade, al calar del sole, cominciano a essere più luminose. I negozi si vestono a festa, nonostante tutto. I tempi sono bui, ma la speranza, in questo Dicembre, è punteggiata di led.

Segni. Che resistono e raccontano. Per ciascuno di noi, ci sono piccole tradizioni da rispettare, cambiandole di quel tanto che imporrà la prudenza. Perché se non rispettassimo quello Spirito, quei riti personali, si consumerebbe una sconfitta.

Per motivi di lavoro quest’anno ho anticipato uno dei miei rituali natalizi preferiti, ovvero la lettura di Canto di Natale di Charles Dickens. In questo bisesto, funesto 2020 l’ho letto ad alta voce per dei bambini. Confesso di aver avuto molti dubbi: una storia così, con i suoi innumerevoli adattamenti, la conoscono tutti fin troppo bene, mi sono detta. Insomma, temevo che i bambini si sarebbero annoiati.

E invece… i bambini ne chiedevano ancora,  proprio come Oliver Twist con la famosa scodella di porridge (perdonatemi, Dickens aleggia ancora qui intorno…) e la lettura, che sarebbe dovuta finire a ridosso delle feste, si è conclusa già la settimana scorsa.

Ora, in questo bisesto, funesto 2020, il Canto ha assunto ancora nuove sfumature.

Incontro, condivisione… come  riusciremo a realizzare questo piccolo, grande miracolo se, per esempio, non potremo ricongiungerci con amici e amori che abitano in altri paesi o regioni? La lista di domande potrebbe essere lunga e contemplare numerosi divieti che si prospettano all’orizzonte. È sempre C. D. a suggerire la risposta: “Onorerò il Natale nel mio cuore”, così promette Ebenezer Scrooge. Certo, poi va a gozzovigliare a casa di suo nipote, ma innanzitutto giura di mantenere una disposizione d’animo. A noi, oggi, spetta l’arduo compito di tramutarla in un segno che custodisca l’incontro e la condivisione.

Dovremo trovare il modo di stare vicini, comunque. Di illuminare quei giorni con qualcosa di più brillante dei led.

Credo che per ciascuno sarà diverso, così come diversi e infiniti sono i modi di vivere questa festa. Personalmente, punterò tutto sulle parole. Sono una fan delle parole io, perché per me, soprattutto alcune, ricamate in frasi e le frasi in periodi, hanno un peso notevole e valgono più di mille “fatti” posticci, azioni compiute “tanto per”. Certi “fatti”, a Natale, sanno tanto di apparenza.

Io ci credo, che con le parole e le storie ci si possa incontrare, si possa condividere.

Scaldano, le parole. Scaldano, i canti.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Luca ha detto:

    Bella riflessione, grazie! Questo Sars-Cov 2 ha combinato proprio un bel disastro, allontanando tutti, divisi in zone colorate: sembra di essere fermi ad un semaforo per strada, se non fosse che il giallo ha preso il posto del verde, ma tanto il significato resta sempre quello.
    A parte gli scherzi, non ho mai letto “Il canto di Natale” di Dickens; e se l’ho fatto mi è capitato di leggerne solo dei piccoli brani. Mi sa che dovrei rimediare, vero? 😉
    A giudicare da quanto ho sentito ora, è probabile che ci saranno delle date in cui familiari non conviventi potranno incontrarsi; personalmente lo spero… vedremo come andrà! Intanto, anche io, come Scrooge, onorerò il Natale nel cuore.
    Ti auguro una felice serata. 🙂

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    1. Lorella_Co ha detto:

      Ciao Luca, ancora una volta siamo in attesa di disposizioni… sarà strano e complicato questo Natale, ma ci adatteremo, anche perché qualunque piccolo disagio o cambiamento è niente in confronto a ciò che stanno passando le persone nelle corsie degli ospedali. Mi colpisce sentire tanti che invocano il diritto al “solito Natale”… credo che riuscire a celebrarlo nonostante tutto possa essere la vera vittoria, magari interiorizzandolo di più. Non sono le manifestazioni esteriori, secondo me, a fare il Natale, anche perché spesso sono una facciata, è pura convenzione…ma una parola detta col cuore, forse, è il dono più prezioso. Forse questa può essere l’occasione di esternare quelle parole che non abbiamo il coraggio di condividere, che magari non riusciamo a esprimere, tutti presi da mille altre cose? Chissà…
      PS: che sia per te il Natale di “Canto di Natale”? Io te lo auguro ☺️

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      1. Luca ha detto:

        Ciao Lorella, buongiorno. 🙂 Hai ragione, questo Natale sarà complicato, ma del resto cxhe dobbiamo fare, se lo vogliamo trascorrere anche solo con un briciolo di serenità? Anche io non capisco chi chiede a medici ed esperti come sar questo periodo di feste: è un periodo complesso, che forse un minimo si potrà sbloccare, ma è ancora presto per dirlo. E poi, mi chiedo: se per un anno non vedi i tuoi parenti, o non va a sciare, mica casca il mondo!! Non c’è riuscito neanxche con la profezia Maya di venti anni fa!! 😮 Lascia passare così le cose; sono solo pochi giorni… ma vabbè, li lascio parlare, e neanche le ascolto più queste polemiche. E poi sai che ti dico? n certi momenti si sta meglio a casa, piuttosto che insieme ad altre persone… Non fraintendere: vedrei volentieri mio zio, i miei cugini, ma non si può, e non ne faccio un dramma, ecco. E poi, per quanto mi riguarda, mi terrà compagnia un libro di una cara Amica, con letture su questo periodo. Lo stavo guardando proprio adesso in libreria, e mi sono accorto che è l’unico dei suoi che ha la copertina tutta rovinata, perché lo leggo ogni anno. La recensione la trovi a questo link: https://langolinodellacultura.wordpress.com/2017/12/10/tre-percorsi-per-il-cammino-davvento/
        Lei è una Donna straordinaria, per cui nutro molto affetto e stima. 😉 Non conosco i tuoi gusti in fatto di letture, ma penso che ti porebbe interessare.
        Ti auguro una piacevole giornata. 🙂

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  2. Lorella_Co ha detto:

    Grazie Luca. Ho letto la recensione e il libro mi sembra davvero molto interessante. Tre percorsi per arrivare al Natale, molto bello. Incontri, Silenzio e Musica… si, tre strade da imboccare per trovare il proprio Natale. Ancora grazie!

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