La disfida della pardula

Nel Condominio Lilla, che si affacciava sul giardino delle jacarande, regnava il silenzio.

Era un pomeriggio dolce, col sole a illuminare beatamente ingenue foglioline solo un poco verdi e maliziosi boccioli, ancora gelosi dei loro colori sgargianti.

Perfino la brezza, tiepida e carezzevole, contribuiva a rendere insopportabile l’obbligo di restare a casa in quel lunedì dell’Angelo, ma gli abitanti del Lilla erano ligi alle imposizioni; si limitavano a qualche passeggiata in giardino, nel rispetto dei turni che all’inizio della Settimana Santa erano stati affissi nel luminoso atrio  del condominio, allo scopo di evitare incontri  pericolosi per la salute.

La verità era che, oltre ai contagi, la capo-condomino -generalessa d’acciaio- Gesuina Farris voleva evitare che il signor Ferruccio Ragatzu e la signora Edda Montixi si incrociassero e si prendessero a male parole per l’ennesima volta.

Fino a un anno prima il Lilla era stato un condominio pacifico della periferia di Pirri, ameno comune del cagliaritano; era sorto ad opera dell’ex ferroviere Edmondo Farris all’inizio degli anni ’50, quasi in aperta campagna, godendo della straordinaria  anarchia edile tipica dei rioni nati un po’ per caso e un po’ per bisogno. Il signor Farris lo aveva costruito per accogliere famiglie come la sua, a cui la Guerra aveva tolto prematuramente persone e risorse. Così aveva creato una comunità unita dalle stesse ferite, con la piccola somma ereditata da una bisnonna parsimoniosa, la cui saggezza aveva contribuito a curare, giorno dopo giorno, bruciature e lividi ancora dolorosi.

Negli anni il Lilla, che doveva il suo nome al colore delle jacarande in fiore, era sempre stato gestito dalla famiglia Farris, fino a Gesuina, che si era ritrovata a fare i conti con la pandemia e con l’età avanzata, sua e dei suoi affittuari. Le signore e i signori del Lilla, beninteso, erano stati coscienziosi: persone temprate dal tempo, dall’esperienza e da privazioni  che definivano “reali”, avevano accolto con invidiabile capacità di resistenza la faccenda del lockdown.

A rovinare l’armonia che da sempre aveva regnato al Lilla, però, arrivò l’estate del 2020, quella della libertà prematura e dell’illusione:  si decise infatti  di organizzare una festicciola in giardino, nel giorno del compleanno condiviso dalla signora Montixi e dal signor Ragatzu, il 1° di agosto.

L’idea, all’inizio, era sembrata poetica e commuovente:  allestire un banchetto con le tante delizie che gli anziani condomini avevano preparato a casa durante il lockdown e di cui, nei mesi più duri, avevano solo potuto annusare il profumo dalle finestre, senza scambiarsi la benché minima ciambella o pagnotta a causa del maledettissimo virus.

Ah, placida sera d’estate, senza mascherina, sotto le jacarande e con un tasso di umidità pari al 99, 9%!

La signora Farris aveva acconsentito perfino alle lanterne, che i nipoti adolescenti dei condomini avevano trovato decisamente romantiche e adatte allo strusciamento e ai selfie da pubblicare su Instagram.

I tavoli erano imbanditi di ogni ben di Dio, grandi lievitati e piccoli lievitati, dolci e salati, facevano bella mostra di sé e si donavano agli ospiti, ai moscerini e alle zanzare, in quella sera d’agosto alla periferia di Pirri. E si brindava, alcolico e analcolico, alla fine del lockdown e ai festeggiati, belli e brilli, chi di zuccheri e chi di Cannonau.

Fino all’assaggio delle pardule.

Ricotta cremosa colorata di zafferano, a stento trattenuta da un piccolo, impertinente, cestinetto di sfoglia di semola…

Non erano particolarmente belle, né quelle della signora Montixi, né  quelle del signor Ragatzu: erano, si, ricoperte con una dignitosa glassa bianca, ma se lei le aveva decorate con codette zuccherine carnascialesche, i cui colori stavano tristemente colando sui vassoi a causa dell’umidità, lui, ahimè, le aveva mitragliate con dei scenografici pallettoni di zucchero argentati.

Scambio di pardule e primo morso: le fonti, circa quello che accadde, sono discordanti: c’è chi ha testimoniato la demolizione di più di un ponte molari, chi due o tre lingue macchiate di verde Tiffany, chi la frantumazione di quattro o cinque incisivi, insomma, i pallettoni argentati del signor Ragatzu avrebbero fatto meno vittime se gli invitati alla festa fossero stati lupi mannari.

Inutile dire che le accuse di incapacità decorativa degenerarono rapidamente: il signor Ragatzu cominciò a vantare antenati pasticcieri e ricette tramandate dai tempi dei tempi dei tempi, mentre la signora Montixi svelò con afflato drammatico di aver lavorato in una pasticceria in gioventù e di essere a conoscenza di tutti i più scabrosi segreti della ricotta di pecora.

All’improvviso le pardule di entrambi i contendenti, che all’inizio erano state giudicate dalla maggioranza abbastanza buone, con i convitati più prudenti impegnati a staccare di nascosto, prima del morso fatale, codette stinte e pallettoni argentei, vennero dichiarate piene di difetti e tutti si sentirono in dovere di prendere posizione in quella che  passò alla storia (del condominio) come la disfida della pardula.

Così, con rammarico della signora Farris, la serata si concluse con una gran litigata a colpi di “lo zafferano lo hanno visto col binocolo” e “se la pardula la facevi più sgonfia era un savoiardo”; mentre metteva in ordine il giardino ormai vuoto, la capo-condomino, che preferiva decisamente il salato al dolce, si azzardò ad assaggiare la pardula Montixi e quella Ragatzu e le trovò entrambe disgustose.

Dopo qualche scambio verbale non proprio amichevole, sul ring che era diventato il giardino del Lilla alla fine dell’estate, arrivò un autunno carico di musi lunghi e saluti negati. Soprattutto, arrivò la seconda ondata del virus, con un inverno e un Natale ammantati di preoccupazione e stanchezza.

L’ottimismo della prima ondata era come svanito e anche se il condominio, durante il mese di dicembre, tornò a profumare di buono, cannella e zenzero soprattutto, gli auguri per il nuovo anno furono pronunciati a denti stretti e, in alcuni casi, rimasero serrati nei cuori dei più orgogliosi e testardi.

Per Carnevale, con una terza ondata del virus incombente e alcuni condomini contagiati, la signora Farris decise di istituire dei turni per le passeggiate in giardino; così il Lilla arrivò alle soglie della primavera e alla Pasqua, portando il peso di uno sciocco malanimo, di cui quasi nessuno, nemmeno il signor Ragatzu e la signora Montixi, ormai, ricordava la vera ragione, ma che ben celava paura e sfiducia, rabbia e delusione per una situazione che pareva, ormai, un’immobile emergenza.

Proprio all’inizio della Settimana Santa, però, i due contendenti della disfida della pardula si incontrarono lontano dal Condominio Lilla.

Si guardarono, entrambi seduti sulle sedie rosse nel Hub della Fiera di Cagliari dedicato alle vaccinazioni anti covid, e attesero insieme, a distanza, i 15 minuti stabiliti dopo l’iniezione.

Nel pomeriggio tiepido del lunedì dell’Angelo, dunque, la signora Farris non poté fare a meno di notare quanto il condominio fosse silenzioso. Fino a che, alle 17 in punto,  le finestre di due appartamenti si spalancarono sul giardino, facendo esplodere nell’aria il profumo della ricotta e dello zafferano come una bomba succulenta.

A distanza di pochi minuti l’una dall’altro, la signora Montixi e il signor Ragatzu depositarono sui tavoli in legno del giardino dieci vassoi confezionati con carta trasparente e nastro dorato: perfino dai balconi e dalle finestre, le dieci famiglie dei condomini del Lilla potevano  distinguerne il contenuto.

Pardule “nude”, con una leggerissima glassa bianca e senza codette multicolore o palline argentate.

Tutti compresero che la disfida, finalmente, si era conclusa. La signora Farris, dal canto suo, pensò che erano molto suggestive, quelle pardule bianche nel lunedì “in albis”, in bianco appunto,  come il colore della veste di chi veniva battezzato durante la veglia pasquale.

Comunque lei, che fossero bianche, verdi o gialle, di quelle pardule non  ne avrebbe assaggiata neanche una, questo era certo.

Foto di bianca-stock-photos da Pixabay

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Luca ha detto:

    Bellissimo racconto, complimenti Lorella! 🙂

    Piace a 1 persona

    1. Lorella_Co ha detto:

      Ti ringrazio Luca, sono contenta che ti sia piaciuto! 😊😊😊

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...